“Da questa parte del mare” di Gianmaria Testa

È stata una lieta scoperta intercettare la scrittura di Gianmaria Testa. Con “Da questa parte del mare”, il grande cantautore, prematuramente scomparso, dona un viaggio struggente che racconta la vita … quella vera. In tempi non sospetti, attraverso i testi di straordinarie canzoni, Gianmaria ci aveva parlato di immigrazione, di diversità, di speranza. A distanza di 10 anni dall’uscita dell’omonimo album, le parole, le canzoni tornano al lettore con tutta la loro potenza; appaiono più che mai disperatamente attuali.

È così che scopro il gesto, antico e fiero, dei seminatori di grano… un avanzare lento, uniforme, deciso; un passo ormai smarrito nella disperata attualità del nostro tempo. Tra le pagine del libro, emerge la bella amicizia con Jean Claude Izzo. Con lui, Testa aveva condiviso idee e problemi legati all’immigrazione. La storia si ripete. È proprio l’Italia, la protagonista. Dopo aver “riempito”, per decenni, il mondo di emigranti, oggi vive la storia di una nuova allarmante immigrazione. “Ritals”, in modo dispregiativo, per indicare gli italiani che imparavano, non senza evidenti difficoltà, una lingua nuova. C’è tristezza in queste partenze, laddove si richiede di disimparare in fretta una lingua per impararne al più presto una nuova che, inesorabilmente, incalza.

Una fuga alla ricerca “dell’altrove” per incontrare, spesso, ambienti duri e inospitali che abbiamo condannato. Ora siamo noi “da questa parte del mare”, con la differenza che chi ha lasciato l’Italia, sapeva di poter rientrare in un paese che lo avrebbe accolto nuovamente. La nuova immigrazione, invece, offre un biglietto di sola andata… non c’è ritorno perché, molto spesso, dietro le spalle si lasciano storie di guerra e distruzione. Si smarriscono le origini, anche il nome… e un nome è perduto per sempre se nessuno lo chiama.

Infinite sono le riflessioni che originano dai testi di Gianmaria Testa: i diritti umani, gli orrori dell’umanità, i rapporti tra le persone. C’è anche un velo di importante ottimismo. ”Ho speranza nell’umanità”, dice l’autore, nell’idea dell’uomo che si muove verso un altrove con grande e rinnovata fiducia. E poi il mare… immenso, duro, aperto al nuovo ma, troppo spesso, tomba d’acqua. I destini raccontano anche queste storie.

L’autore ci racconta anche una silenziosa storia d’amore fatta di sguardi; perché nelle difficoltà di un nuovo presente, si può tornare al dolce ricordo di un incanto regalato dalla luce speciale proveniente da occhi anonimi ma sinceri. “Da questa parte del mare” è una guida alla lettura, è un profondo manuale per capire e approfondire testi e temi di grande valore umano e sociale. E’ la storia di molte straordinarie canzoni di Gianmaria Testa. E’ un racconto semplice e sincero della vita di tutti i giorni. E’ un grido di ottimismo e speranza che porta a riflettere su quelle che sono le azioni da compiere affinché si possa sempre garantire il rispetto della dignità dell’uomo. In fondo, ogni ombra racconta e può raccontare della luce da cui nasce.

Stefano Carnicelli

http://www.stefanocarnicelli.it/

Gianmaria Testa nasce nel 1958. È un cantautore piemontese, anche se è stata la Francia a dare il meritato risalto alla sua arte. Nel 1993, dopo l’invio di una cassetta registrata, chitarra e voce, vince il primo premio al festival di Recanati. Da questo momento, cambiamo molte cose: più di tremila concerti in giro per il mondo e nove dischi. In ambito extra musicale, ha collaborato nella realizzazione di alcuni spettacoli teatrali e ha pubblicato diversi libri. Gianmaria Testa è venuto a mancare, all’età di 57 anni, il 30 marzo 2016.

Gianmaria Testa: “Da questa parte del mare” (2016), Einaudi, pag. 98, euro 12,00

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Stefano Carnicelli

Cura rubriche di libri su alcune emittenti locali e collabora con alcuni quotidiani. Ha pubblicato i romanzi: "Il Cielo Capovolto" e "Il bosco senza tempo" per Prospettiva Editrice. Sta curando la pubblicazione del suo terzo romanzo.